Ugo Corsi

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Spazio espositivo all'interno del Ricetto medioevale di Candelo (Biella).

 

"La terracotta... un buonissimo simbolo della fragilità di tutte le cose a questo mondo e soprattutto delle cose belle."
Thomas Neal – Per una libertà in terracotta. 1899.

Questa breve citazione – che apre il catalogo della Manifattura di Signa* - sintetizza abilmente il fascino che questo materiale da secoli porta con sé. Cogliere a distanza di tempo, nella fragilità di una piccola scultura di terra, quello che è stato il punto di partenza da cui lo scultore e la sua bottega hanno preso avvio per realizzare le sculture che noi meglio conosciamo, è emozionante. Le terrecotte di Bernini, Algardi, Giambologna, per citare alcuni degli scultori i cui bozzetti sono giunti fino a noi, ispirano ancora oggi ammirazione e spirito di emulazione. La visione delle loro opere mi è stata di stimolo nel mio percorso di modellatore, che era cominciato qualche anno prima come ritrattista.

Altri due grandi protagonisti del ‘700 italiano hanno influenzato il mio lavoro: Giambattista e Giandomenico Tiepolo, sebbene pittori. Conosco i Tiepolo da molto tempo per avere dipinto varie copie dei loro quadri o affreschi. Li conosco nei loro disegni a matita, nelle pennellate a fresco, che istintivamente vedo trasposte nelle modellazioni di getto. Sono loro, infatti, ad ispirare alcuni lavori eseguiti o in corso d’opera, in particolare Giandomenico Tiepolo con il suo "Divertimento per li ragazzi", sulla maschera di Pulcinella. Nella Commedia dell'Arte i Pulcinelli possono essere tanti, dunque si tratta di una maschera che può essere declinata in vari modi - così come la vide G. Tiepolo che attraverso i suoi Pulcinelli si fece osservatore e interprete della condizione umana - perfetta per il lavoro che avevo in mente.

Indispensabile è stato frequentare le botteghe artigianali della Toscana, le ultime rimaste, per carpire segreti e malizie. In questo senso, l’incontro con Pietro Lazzeri, ultimo formatore in gesso della Manifattura di Signa* purtroppo recentemente scomparso, è stato importante. Con il suo sapere, svelandomi le tecniche di lavorazione e patinatura delle terrecotte di Manifattura, Lazzeri mi ha consentito di realizzare statue in stile antico. Questo percorso è proseguito poi con la ricerca di una terra che si prestasse ad una buona patinatura.

Nel mio girare da una bottega all’altra, ho documentato con un filmato tutte le fasi di lavorazione di una mio Pulcinella in terracotta, a partire dalla preparazione della terra, al calco in gesso, alla cottura. Il mio intento è quello di sottolineare l’importanza di questi mestieri tradizionali - rimasti pressoché immutati nel corso di secoli - perché ritengo che l’arte non sia separabile dalla competenza/perizia tecnica, sovente oggi ritenuta del tutto superflua da chi considera più importante l’idea che genera l’oggetto che non l’oggetto medesimo.

Per le mie modellazioni desideravo una commistione tra antico e moderno, mantenendo l’antica tecnica di lavorazione. Convinto che seppur l’arte non debba immobilizzarsi in antiche forme, debba evolvere e trasformarsi ricercando ancora bellezza e armonia.

 

* La Manifattura di Signa è stata la più importante manifattura artistica italiana. Attiva per una settantina d’anni, è stata definitivamente chiusa nel dopoguerra.

* “La Manifattura di Signa: Catalogo illustrato 1900-1905 c. – Edizione anastatica – Edizioni S.P.E.S. 1986 – Omaggio della Cassa Rurale ed Artigianale di Signa. A cura di Baldinotti, Bassignana, Bernini e Ciulli.